info@raffaelloindri.com

Buried Relics – Study No. 3 (Studies From The Crypt)


Study No. 3 – Buried Relics

In questo terzo studio di Studies from the Crypt l’attenzione è focalizzata sulla plettrata alternata, sviluppata attraverso passaggi di string skipping e sequenze di carattere cromatico.

Il linguaggio rimane fortemente legato alla matrice neoclassica, con atmosfere che possono richiamare il mondo dei Symphony X, mentre l’approccio tecnico alla pennata guarda in direzioni differenti: negli string skipping può ricordare la precisione e il controllo tipici di John Petrucci, mentre negli sviluppi cromatici emerge un’impostazione più vicina al fraseggio e alla meccanica della pennata di Steve Morse.

Come spesso accade nei miei studi, ho voluto inoltre lavorare sull’intera estensione della tastiera, alternando diteggiature larghe nelle posizioni più vicine al capotasto a diteggiature progressivamente più strette nei registri acuti, arrivando in questo caso fino al 22° tasto.

Nei miei percorsi dedicati alla tecnica considero infatti fondamentale sviluppare una padronanza completa delle diteggiature nelle diverse zone della tastiera. L’obiettivo non è soltanto migliorare coordinazione, precisione e controllo della mano sinistra, ma abituarsi a muoversi con sicurezza lungo tutta la tastiera, imparando a sfruttare pienamente le possibilità tecniche ed espressive dello strumento.

Buried Relics richiede quindi di mantenere una plettrata alternata precisa, continua e controllata anche nei cambi di corda più ampi, sviluppando contemporaneamente controllo ritmico, uniformità dell’articolazione, coordinazione tra le due mani e sicurezza lungo l’intera estensione della tastiera.

Qui sotto ho voluto inserire anche la grafica dedicata a Buried Relics e la prima pagina dello studio, per offrire una piccola anteprima del lavoro e della sua struttura musicale.

 

Continua in…

…Studies from the Crypt

Con Studies from the Crypt voglio costruire un percorso progressivo dedicato allo sviluppo della tecnica chitarristica, affrontando di volta in volta differenti soluzioni tecniche e musicali, sempre inserite all’interno di veri e propri brani.

Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuovi studi, fino ad arrivare al 4 dicembre, data di uscita ufficiale di Studies from the Crypt: il book completo che raccoglierà l’intero progetto.

Studies from the Crypt – Complete Book


Coming December 4th.
💀📖🎸

Stay tuned… and keep practicing!

Read More

NUOVO ANNO ACCADEMICO 2026/27


Settembre porta sempre con sé la sensazione di un nuovo inizio. Riprendono le scuole, tornano le abitudini lasciate per qualche settimana e, naturalmente, ricominciano anche le lezioni di chitarra.

Ogni nuovo anno scolastico rappresenta per me l’occasione per ripartire con nuovi obiettivi, nuove idee e soprattutto nuovi percorsi da costruire insieme agli allievi.

Insegnare uno strumento non significa semplicemente trasmettere una serie di nozioni o esercizi. La tecnica è certamente una parte fondamentale dello studio e richiede metodo, costanza e pazienza, ma rimane uno strumento al servizio di qualcosa di più grande: la musica.

Per questo cerco da sempre di costruire un percorso che tenga conto delle caratteristiche di ogni allievo, dei suoi gusti, delle sue aspirazioni e naturalmente del livello raggiunto. Non esiste un unico modo di imparare a suonare la chitarra e, soprattutto, non tutti devono necessariamente arrivare allo stesso traguardo.

C’è chi vuole approfondire la tecnica, chi desidera imparare a improvvisare, chi vuole comprendere meglio armonia e teoria musicale, chi sogna di scrivere i propri brani e chi, più semplicemente, vuole riuscire a suonare le canzoni che ama.

Sono tutte motivazioni valide.

Il compito dell’insegnante, secondo me, è anche quello di individuare la strada più efficace per trasformare quella motivazione in crescita musicale, cercando nel tempo di rendere l’allievo sempre più consapevole e autonomo.

Tecnica, ma non solo

Naturalmente la tecnica strumentale continua ad avere un ruolo importante nel mio metodo didattico.

Nel corso degli anni ho sviluppato e organizzato molto materiale dedicato ai diversi aspetti della tecnica chitarristica, cercando però di evitare che l’esercizio diventi fine a se stesso.

Alternate picking, legato, sweep picking, tapping, string skipping, coordinazione, articolazione e controllo ritmico acquistano realmente significato quando diventano parte del proprio linguaggio musicale.

L’obiettivo non è semplicemente suonare più velocemente, ma avere a disposizione più possibilità per esprimere ciò che abbiamo in mente.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che trovo più interessanti dell’insegnamento: vedere come uno stesso concetto, passando attraverso sensibilità differenti, possa trasformarsi in qualcosa di completamente personale.

Studiare significa anche sperimentare

Accanto alla tecnica ritengo fondamentale sviluppare curiosità.

Ascoltare musica diversa, analizzare un brano, comprendere perché una determinata progressione armonica produce un certo effetto, improvvisare, comporre, registrarsi e persino sbagliare fanno tutti parte dello stesso percorso.

Lo studio non dovrebbe togliere il piacere di suonare. Al contrario, dovrebbe fornire gli strumenti necessari per poter esplorare sempre più liberamente il proprio mondo musicale.

Anche per questo continuo personalmente a studiare, scrivere, registrare e confrontarmi con musicisti differenti. Credo che insegnamento e attività artistica possano alimentarsi reciprocamente: quello che nasce sul palco o in studio può diventare materiale didattico e, allo stesso tempo, il confronto quotidiano con gli allievi può offrire nuovi punti di vista anche a chi insegna.

Dove ci troveremo

Anche per l’anno scolastico 2026/2027 le mie lezioni individuali si svolgeranno presso la sede Lizard di Palmanova (Accademia Musicale Città di Palmanova), nel distaccamento di Bagnaria Arsa (Scuola di Musica Comunale Guglielmo Tonelli) e presso il mio studio privato a Cerclaria.

Tre realtà diverse, ma la stessa idea di fondo: costruire insieme un percorso che permetta a ogni allievo di sviluppare tecnica, consapevolezza e, soprattutto, una propria voce musicale.

Le novità dell’anno 2026/2027

Quest’anno ci saranno anche due importanti novità che mi permetteranno di approfondire alcuni aspetti che durante la normale lezione individuale non sempre è possibile affrontare con il tempo e la continuità che meritano.

A partire da novembre terrò infatti un corso collettivo di Teoria e Armonia, con un appuntamento mensile della durata di due ore.

L’idea è quella di affrontare teoria e armonia non come una successione di regole astratte da imparare a memoria, ma come strumenti concreti per capire meglio la musica che ascoltiamo e suoniamo. Intervalli, scale, costruzione degli accordi, tonalità, progressioni armoniche e analisi potranno così diventare elementi realmente utilizzabili sullo strumento, nell’improvvisazione e nella composizione.

Sempre da novembre partirà anche Guitar Fitness, un corso collettivo dedicato più specificamente alla tecnica chitarristica, anche in questo caso con un incontro mensile di due ore.

Sarà una sorta di palestra per chitarristi nella quale lavoreremo in maniera mirata sui diversi aspetti della tecnica, dalla coordinazione all’indipendenza, dalla precisione ritmica alla pulizia dell’esecuzione, affrontando progressivamente anche tecniche più specifiche.

Non soltanto esercizi da eseguire, quindi, ma soprattutto un’occasione per capire come studiare, come organizzare il proprio lavoro quotidiano e come trasformare gradualmente un esercizio tecnico in qualcosa di musicalmente utilizzabile.

Due percorsi differenti ma complementari, pensati per creare anche un momento di confronto e di studio collettivo accanto al normale lavoro individuale.

Nuovi materiali e nuovi studi

Continuerà inoltre il lavoro sui materiali didattici che sto progressivamente sviluppando e pubblicando anche sul mio sito.

Esercizi e studi originali nascono spesso direttamente dal lavoro svolto durante le lezioni e diventano un modo per affrontare una determinata difficoltà tecnica all’interno di un vero contesto musicale.

È una direzione alla quale tengo particolarmente: cercare di fare in modo che anche l’esercizio più tecnico possa avere una sua identità musicale e che ciò che viene studiato possa poi trovare naturalmente spazio nel proprio modo di suonare.

Nel corso dell’anno continueranno quindi ad arrivare nuovi studi, esercizi e materiale dedicato alla tecnica, alla teoria e allo sviluppo del linguaggio chitarristico.

Un altro anno davanti a noi

Si riparte quindi con un nuovo anno di lezioni, esercizi, musica, nuovi corsi, obiettivi da raggiungere e inevitabili momenti in cui qualcosa sembrerà impossibile… almeno fino a quando, improvvisamente, non lo sarà più.

A tutti i miei allievi, vecchi e nuovi, auguro soprattutto questo: continuare a essere curiosi.

Studiate, ascoltate, sperimentate e cercate il vostro modo di fare musica.

Le dita, con un po’ di pazienza, prima o poi seguiranno.

Buon anno musicale a tutti!

Raffaello Indri

 

Read More

Sot da Ploie – Festival della Canzone Friulana 2026


Una bella serata, una bella esperienza e, soprattutto, il piacere di portare sul palco del Festival della Canzone Friulana un mio brano, Sot da Ploie, interpretato dalla splendida voce di Delia Stabile.

Per me, in realtà, si è trattato anche di un ritorno.

Avevo già avuto il piacere di partecipare al Festival nel 2010, allora in veste di chitarrista della band diretta da Valter Sivilotti e Simone D’Eusanio, insieme, tra gli altri, a Cristian “Noochie” Rigano.

Di quell’esperienza conservavo un bellissimo ricordo e proprio per questo mi era rimasta la voglia, prima o poi, di tornare. Questa volta, però, desideravo farlo da una prospettiva completamente diversa, non soltanto come musicista sul palco ma mettendomi personalmente in gioco con una mia composizione.

La neonata collaborazione con Delia Stabile e l’incontro tra la mia musica e la sua voce sono stati la spinta decisiva. Da qui è nata l’idea di partecipare al Festival con Sot da Ploie e di provare a raccontare attraverso una canzone qualcosa della nostra terra, del suo carattere e delle sue contraddizioni.

Partecipare al Festival è stata così l’occasione per condividere la mia musica in un contesto particolare, dedicato alla lingua e alla cultura friulana, ma anche per incontrare tante belle voci, belle canzoni e, cosa che per me ha sempre un valore speciale, tanta musica suonata davvero.

Un grazie particolare va a Delia per la fiducia e per aver dato voce alla mia musica, a Rudy Fantin e Marco Bianchi per l’enorme lavoro e a tutti gli straordinari musicisti con cui è stato un vero piacere condividere il palco.

Al di là della serata e del Festival, però, mi faceva piacere raccontare qualcosa in più di Sot da Ploie… delle sue parole, delle immagini da cui è nato e dei diversi significati che si nascondono sotto la sua pioggia.

Sot da Ploie

Sot da Ploie nasce dal desiderio di raccontare, attraverso immagini semplici e profondamente legate alla nostra terra, qualcosa dell’anima e dell’immaginario friulano.

La pioggia, la terra, il fiume, il silenzio e la pietra accompagnano lo scorrere del tempo e della vita, lasciando volutamente aperte diverse chiavi di lettura.

Testo Raffaello Indri – Francesca Tuzzi
Musica Raffaello Indri
Interprete Delia Stabile

Testo originale

Sot da ploie
i cûrs a batin compagn
e il timp al passe
cence domandâ permès
te tiere bagnade
a nassin i prins pas
e ogni gote di aghe
e somee clamâ il doman

Sot da ploie nol è un an
un mês une ore
ma une vite di passion
che e cor vie come flum tal mont
Sot da ploie i ricuarts no muerin mai

E il sanc al cor plui svelt
sot il soreli di mieç dì
doi cûrs che a corin
cence pôre di piardisi
lis vôs a brusin dentri
come flamis ta buere
e le ploie e lave vie
lis peraulis mai ditis

Sot da ploie nol è un an
un mês une ore
ma une vite di passion
che cor vie come flum tal mont
Sot da ploie i ricuarts no muerin mai

E cuant che il silenzi
al pese come piere
la tiere e ricuarde
ce che il mont al vûl platâ
No stâ a cuvierzi il dolôr
cuntune piere parsore
parcè la ploie
no dismentee mai

Lasse respirâ la veretât
il cûr al bat ancjemò

(Sot da ploie i cûrs a batin compagn
e il timp al passe
cence domandâ permès)

Traduzione italiana

Sotto la pioggia

Sotto la pioggia
i cuori battono lo stesso
e il tempo passa
senza chiedere permesso.
Nella terra bagnata
nascono i primi passi
e ogni goccia d’acqua
sembra chiamare il domani.

Sotto la pioggia non è un anno,
un mese, un’ora,
ma una vita di passione
che scorre via come un fiume nel monte.
Sotto la pioggia i ricordi non muoiono mai.

E il sangue corre più veloce
sotto il sole di mezzogiorno,
due cuori che corrono
senza paura di perdersi.
Le voci bruciano dentro
come fiamme nella bufera
e la pioggia lava via
le parole mai dette.

Sotto la pioggia non è un anno,
un mese, un’ora,
ma una vita di passione
che scorre via come un fiume nel monte.
Sotto la pioggia i ricordi non muoiono mai.

E quando il silenzio
pesa come una pietra,
la terra ricorda
ciò che il mondo vuole nascondere.
Non coprire il dolore
con una pietra sopra,
perché la pioggia
non dimentica mai.

Lascia respirare la verità.
Il cuore batte ancora.

(Sotto la pioggia i cuori battono insieme
e il tempo passa
senza chiedere permesso.)

Il significato di Sot da Ploie

Le parole di Sot da Ploie assumono significati diversi a seconda di come le si guarda.

La passion è la passione intesa come sentimento, desiderio e forza vitale, ma porta con sé anche un altro significato… quello della fatica, della sofferenza, della Passione.

Allo stesso modo, l’immagine centrale della piere parsore, la “pietra sopra”, è volutamente ambivalente.

Mettere una pietra sopra può significare andare avanti, accettare ciò che è stato e ricominciare. Ma può anche voler dire scegliere di non affrontare ciò che ci ha ferito o il dolore che abbiamo causato, nascondendolo sotto qualcosa di pesante e apparentemente definitivo.

È un’immagine nella quale riconosco anche un tratto del carattere friulano, una certa riservatezza, la difficoltà ad aprirsi e a mostrare le proprie fragilità, fino a preferire talvolta il silenzio al confronto.

Ma quella stessa pietra, quando a parlare è la terra friulana, richiama inevitabilmente anche una memoria collettiva… quella di una terra segnata dal terremoto, ferita e ricoperta dalle proprie macerie, capace però di rialzarsi senza dimenticare.

Ed è proprio qui che la pioggia assume un significato diverso.

La ploie no dismentee mai.

La pioggia non cancella. Lava, fa riaffiorare, restituisce alla memoria ciò che si vorrebbe nascondere.

Togliere quella piere parsore significa allora lasciare respirare la verità, prendere coscienza del dolore, proprio e altrui, e trovare nella sincerità e nella condivisione una possibilità di riconciliazione e rinascita.

Lasse respirâ la veretât.
Il cûr al bat ancjemò.

Sot da Ploie vuole essere soprattutto questo… un piccolo viaggio dentro una terra, il suo carattere e le sue ferite, ma anche dentro sentimenti che appartengono a tutti.

Perché sotto la pioggia il tempo continua a scorrere, i ricordi rimangono e, nonostante tutto, il cuore batte ancora.

Una piccola nota sul titolo

Nel friulano parlato nella nostra zona è naturale sentire e utilizzare la forma ploe. Per il titolo del brano è stata invece adottata la grafia Ploie, secondo l’indicazione ricevuta dall’ARLeF e in accordo con la grafia ufficiale della lingua friulana.

Dal Festival, avanti

Portare Sot da Ploie sul palco del Festival della Canzone Friulana ha avuto quindi per me anche il sapore particolare di un ritorno… sedici anni dopo la prima esperienza, questa volta con una mia canzone.

È stato il momento in cui parole, musica e significati nati molto prima hanno incontrato la voce di Delia, gli altri musicisti e, finalmente, il pubblico.

Sono felice di esserci stato e grato a tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questa esperienza.

E adesso si continua… con nuovi progetti, nuove idee e, molto probabilmente, qualche altro delirio musicale.

Read More

Mirror Lord – Study n.2 (Studies From The Crypt)


Mirror Lord – Study n.2

Studies From The Crypt

Mirror Lord è il secondo studio tratto da Studies From The Crypt, costruito attorno a una particolare applicazione del tapping che ho voluto scherzosamente ribattezzare “tecnica del ribattino”.

L’idea nasce da un approccio che ho assimilato da Greg Howe: la mano sinistra lavora rigorosamente su corde diverse, costringendo le dita a sviluppare indipendenza e forza sufficienti a produrre le note attraverso hammer-on ben definiti. La mano destra interviene quindi in tapping sulla stessa corda, permettendo di far risuonare nuovamente la nota della mano sinistra e generando una caratteristica figurazione in terzine di sedicesimi.

È una tecnica fortemente legata alla suddivisione ternaria, ma che offre possibilità melodiche molto interessanti. In Mirror Lord ho voluto esplorarle all’interno di un linguaggio prevalentemente neoclassico, sviluppando il materiale armonico e melodico principalmente attorno alle triadi di A minore e C maggiore, con incursioni nella scala minore armonica, arpeggi diminuiti e sviluppi cromatici.

Nella parte conclusiva dello studio compaiono inoltre alcuni arpeggi di Amaj7, costruiti attraverso un approccio ispirato allo stile di Michael Romeo.

🎸 Tempo: ♩ = 144

Nel video trovate l’esecuzione completa di Mirror Lord. Qui sotto ho deciso di condividere anche la prima delle quattro pagine della trascrizione, come anteprima del materiale didattico.

La partitura completa sarà disponibile in Studies From The Crypt.

Coming soon

Read More

Studies from the Crypt – Volume 1


Studies from the Crypt – Volume 1

Dieci studi originali per esplorare il linguaggio della chitarra neoclassica

Ogni chitarrista costruisce il proprio percorso attraverso lo studio quotidiano.
Negli anni, mi sono reso conto che, spesso, gli esercizi che mi aiutavano di più erano quelli che nascevano direttamente da me, piccoli brani nei quali poter sviluppare una tecnica specifica senza rinunciare al piacere di suonare qualcosa di realmente musicale.

Da questa idea, nasce “Studies from the Crypt“, una raccolta di dieci studi originali che racchiudono alcune delle tecniche che più caratterizzano il mio modo di suonare e di concepire la chitarra.

L’obiettivo non è semplicemente aumentare la velocità o accumulare esercizi, ma offrire un percorso che permetta di sviluppare tecnica, controllo, coordinazione e musicalità attraverso composizioni complete, ognuna con una propria identità.

Il linguaggio della raccolta affonda le proprie radici nel rock e nel metal neoclassico, con richiami alla musica classica e all’armonia tradizionale. Triadi, arpeggi di settima, accordi diminuiti, sequenze melodiche e progressioni armoniche si intrecciano continuamente con tecniche come plettrata alternata, sweep picking, legato, tapping, string skipping e hybrid picking.

Ogni studio è stato concepito come un piccolo brano da interpretare, non come una semplice successione di movimenti meccanici. Credo, infatti, che la tecnica trovi il suo significato più autentico quando nasce da un’idea musicale e contribuisce a raccontarla.

Breaking The Seal

Non poteva esserci titolo più adatto per aprire questa raccolta.

“Breaking The Seal” rappresenta il momento in cui il sigillo della cripta viene infranto e il viaggio ha finalmente inizio. È il primo passo all’interno di “Studies from the Crypt” e introduce immediatamente il carattere dell’intero progetto.

Lo studio è scritto in Sol minore e combina alcune delle tecniche fondamentali del linguaggio neoclassico:
– plettrata alternata
– legato
– string skipping
– sweep picking
Dal punto di vista armonico, si sviluppa attraverso progressioni di ispirazione classica, nelle quali si alternano triadi, arpeggi diminuiti e accordi di settima. Il continuo passaggio da una tecnica all’altra richiede coordinazione, precisione e controllo, rendendolo un eccellente banco di prova sia per la mano destra sia per la mano sinistra.

Pur essendo uno studio tecnico, “Breaking The Seal” mantiene una forte componente musicale. L’intenzione non era costruire un semplice esercizio di velocità, ma una composizione capace di trasformare il lavoro tecnico in un’esperienza espressiva.

Un warm-up completo

Uno degli aspetti che apprezzo maggiormente di questo studio è la sua versatilità.

Suonato lentamente permette di lavorare sulla sincronizzazione delle mani, sulla qualità del suono e sull’economia dei movimenti. Portato progressivamente alla velocità finale diventa, invece, un warm-up estremamente completo, ideale per preparare le mani prima dello studio quotidiano o di una sessione di registrazione.

È uno di quei brani che continuo a utilizzare anch’io per mantenermi allenato, perché in pochi minuti coinvolge gran parte delle tecniche fondamentali del linguaggio rock e metal.

Con questo primo studio, si apre ufficialmente la porta di “Studies from the Crypt”.

Il sigillo è stato infranto.

Benvenuti nella cripta.

PS. Se vuoi prenotare la tua copia, manda una mail a info@raffaelloindri.com

 

Read More

Frankenstein Rooster: A New Chapter Begins


Ci sono progetti che nascono in un preciso momento della vita e altri che, semplicemente, aspettano il momento giusto per rinascere.

I Frankenstein Rooster appartengono a questa seconda categoria.

Dopo anni di silenzio, il progetto torna con una nuova formazione e una visione ancora più chiara. Non si tratta di una reunion né di un ritorno nostalgico al passato, ma di un’evoluzione naturale di un’idea che ha sempre avuto un unico obiettivo: creare musica senza confini.

Fin dagli esordi, i Frankenstein Rooster hanno rappresentato un laboratorio creativo in cui rock, progressive, fusion, colonne sonore, ironia e immaginazione potessero convivere liberamente. Oggi quello spirito continua a vivere, arricchito dall’incontro con due musicisti che hanno saputo interpretarlo e farlo proprio.

La nuova formazione

Raffaello Indri

Fondatore del progetto, chitarrista, compositore e produttore, continua a guidare l’universo creativo dei Frankenstein Rooster mantenendo intatta la filosofia che ha dato origine alla band: trasformare ogni brano in un piccolo viaggio musicale, libero da qualsiasi etichetta.

Marco Del Ben “Marcus Orator”

Bassista della nuova formazione, porta un suono profondo, solido e ricco di personalità. Il suo approccio unisce precisione, groove e sensibilità musicale, contribuendo a creare una sezione ritmica capace di sostenere anche le composizioni più articolate. Il suo ingresso ha rappresentato un tassello fondamentale nella definizione del nuovo equilibrio della band.

Davide Molinari “Davy”

Alla batteria, Davy è il motore pulsante dei Frankenstein Rooster. Il suo stile combina energia, dinamica e grande attenzione alle sfumature, dando vita a una base ritmica potente ma sempre musicale. La sua capacità di accompagnare i cambi di atmosfera rende ogni brano ancora più coinvolgente e cinematografico.

Più di una line-up

Questa non è semplicemente una nuova formazione.

È l’incontro tra tre musicisti che condividono la stessa curiosità, la stessa voglia di sperimentare e lo stesso desiderio di costruire qualcosa che abbia una propria identità.

Ogni prova diventa un laboratorio creativo in cui idee, arrangiamenti e intuizioni prendono forma collettivamente. È proprio da questo confronto continuo che stanno nascendo i nuovi Frankenstein Rooster: un progetto capace di guardare avanti senza rinnegare le proprie radici.

Il viaggio ricomincia

Nuove composizioni, nuovi contenuti, nuove produzioni e una storia tutta da scrivere.

Il portale si è riaperto.

Benvenuti nella nuova era dei Frankenstein Rooster.

Read More

GUITAR SUMMER X-PERIENCE 2026


Guitar Summer X-Perience 2026: una serata di musica dal vivo, passione e condivisione

La musica è fatta di studio, impegno ed emozioni, ma soprattutto di momenti da vivere insieme. È con questo spirito che nasce il Guitar Summer X-Perience 2026, l’evento conclusivo dell’anno didattico che vedrà protagonisti gli allievi del Maestro Raffaello Indri.

L’appuntamento è fissato per domenica 12 luglio presso The Orion’s Pub di Sevegliano (UD), dove studenti di tutte le età saliranno sul palco per condividere con il pubblico il percorso musicale intrapreso durante l’anno.

La serata inizierà alle ore 19:00 con una cena conviviale, seguita alle 20:30 dalle esibizioni live. Sarà un’occasione speciale per ascoltare grandi classici del rock e non solo, vivere l’energia della musica dal vivo e sostenere i musicisti che, con passione e dedizione, hanno preparato il loro repertorio.

Più che un semplice concerto, il Guitar Summer X-Perience rappresenta un’esperienza di crescita personale: salire su un palco significa imparare a gestire le emozioni, condividere la propria musica e trasformare mesi di studio in un momento indimenticabile.

L’evento è organizzato in collaborazione con Lizard Accademie Musicali e The Orion’s Pub.

Informazioni

Data: Domenica 12 luglio 2026

Cena: ore 19:00

Esibizioni: ore 20:30

Location: The Orion’s Pub – Piazza S. Andrea 14, Sevegliano (UD)

Prenotazioni cena: 351 842 9004

Vi aspettiamo per trascorrere insieme una serata all’insegna della musica, della passione e del divertimento!

Read More

Una nuova collaborazione all’insegna della qualità: TechPicks


Sono felice di annunciare l’inizio della mia collaborazione con TechPicks, entrando ufficialmente a far parte del loro team di artisti.

Questa è una collaborazione che mi rende particolarmente soddisfatto perché nasce nel modo in cui, da sempre, ritengo debbano nascere le partnership: dall’esperienza diretta e dalla fiducia in un prodotto.

Negli ultimi mesi ho avuto modo di utilizzare con continuità diversi modelli TechPicks durante lo studio, le lezioni e le prove. Dopo averli messi alla prova in contesti differenti, il TP6 è diventato il mio plettro di riferimento grazie al perfetto equilibrio tra comfort, grip e fluidità nell’attacco della corda. Allo stesso tempo sono rimasto piacevolmente sorpreso anche dal TP9, che offre un carattere più deciso e aggressivo, qualità che apprezzo particolarmente sulla chitarra elettrica.

Con il passare degli anni ho imparato che i veri miglioramenti non arrivano sempre da strumenti nuovi o da grandi cambiamenti. Molto spesso sono proprio i dettagli, gli accessori che utilizziamo ogni giorno, a fare la differenza. Un plettro può sembrare un elemento secondario, ma quando entra realmente in sintonia con il proprio modo di suonare è in grado di migliorare il comfort esecutivo, la precisione e la risposta dello strumento.

Per questo motivo ho scelto di contattare personalmente TechPicks solo dopo aver utilizzato i loro prodotti a lungo. Credo infatti che un endorsement abbia valore soltanto quando nasce da una convinzione autentica e da un utilizzo reale, non da un semplice accordo commerciale.

Ringrazio Francesco e tutto il team TechPicks per la fiducia dimostrata e per avermi accolto tra i loro artisti. Sarà un piacere portare questi plettri con me durante concerti, attività didattica e nei miei futuri progetti musicali.

Nei prossimi giorni pubblicherò anche alcuni video nei quali utilizzerò i TechPicks in diversi contesti esecutivi, condividendo le mie impressioni e il mio approccio a questi prodotti direttamente attraverso la musica.

La ricerca del proprio suono passa anche dall’attenzione ai dettagli. E, a volte, è proprio un piccolo oggetto a fare una grande differenza.

Maggiori informazioni:

https://techpicksitaly.myshopify.com/

 

Read More

25 anni dopo. Stessa passione, nuovi progetti.


25 anni dopo. Stessa passione, nuovi progetti.

Oggi ricorrono esattamente 25 anni dal giorno in cui ho conseguito il diploma presso la scuola Lizard di Fiesole con 30 e lode e menzione speciale.

Riguardando questa foto, un po’ sgranata dal tempo ma ricca di significato, mi tornano alla mente gli anni di studio, le lezioni, i chilometri percorsi e la determinazione di un ragazzo che sognava di fare della musica la propria strada.

Un percorso che non sarebbe stato lo stesso senza il mio maestro Alessandro Stornello e il mio mentore Giovanni Unterberger, ai quali devo molto della mia crescita umana e musicale. Nella foto compare anche Michael Mellner, presente in una giornata che ha segnato profondamente il mio percorso.

Quello che allora sembrava un traguardo si è rivelato essere un punto di partenza. Da lì è iniziata la mia collaborazione con Lizard come insegnante, un’avventura che nel tempo mi ha portato a diventare direttore della sede di Palmanova nel 2018.

Venticinque anni dopo, la gratitudine è la stessa della passione. Cambiano i progetti, le sfide e le responsabilità, ma non cambia l’entusiasmo con cui continuo a vivere la musica ogni giorno.

Grazie a tutti coloro che hanno fatto parte di questo viaggio e a chi continua a condividerne il cammino.

Read More

Guitar Show Bologna 2026: il valore della comunità musicale


A qualche settimana dalla conclusione del Guitar Show di Bologna, mi sono arrivate le splendide fotografie realizzate da Giovanni Cionci, che desidero ringraziare per la professionalità, la sensibilità e la capacità di raccontare attraverso le immagini l’atmosfera di un evento così speciale.

Il Guitar Show si conferma ogni anno uno degli appuntamenti più importanti per il mondo della chitarra: un luogo dove musicisti, insegnanti, liutai, aziende e appassionati possono incontrarsi, confrontarsi e condividere idee, progetti e passioni.

Desidero rinnovare il mio ringraziamento a Daniele Benintendi e Simone Falavigna di Vintage Authority per la fiducia e l’accoglienza, così come a Matteo Giannetti, Florindo Terrani e Tommaso Macelloni, con i quali ho condiviso l’esperienza dello stand Lizard Accademie Musicali. Occasioni come questa ricordano quanto sia importante il valore del lavoro di squadra e quanto sia forte la comunità che ruota attorno al progetto Lizard.

Un pensiero particolare va anche agli allievi Mattia Basso, Niki Cannizzaro e Alessandro Pedretti, che si sono esibiti con entusiasmo, impegno e personalità, rappresentando al meglio il percorso che stanno costruendo. Ringrazio inoltre tutti gli allievi, colleghi e amici che sono passati per un saluto durante le due giornate: sono incontri che danno significato al lavoro quotidiano e alimentano nuove motivazioni.

Un sincero grazie ad Alessio Milocco per il supporto e la compagnia, a Francesca Tuzzi per la presenza costante e il sostegno dietro le quinte, e al liutaio Marco Montina, la cui passione, competenza e visione continuano a rappresentare un punto di riferimento prezioso.

Le fotografie che accompagnano questo articolo raccontano alcuni momenti di queste due intense giornate: immagini che custodiscono non solo esibizioni e strumenti, ma soprattutto persone, relazioni ed esperienze condivise. (Altre sono presenti nei miei canali social IG & FB).

Eventi come il Guitar Show ricordano quanto la musica sia molto più di una semplice pratica artistica. È un linguaggio capace di creare connessioni autentiche, generare nuove opportunità e alimentare una passione che continua a rinnovarsi nel tempo.

Si torna a casa con nuovi stimoli, nuove idee e diversi progetti già in cantiere. E questa, forse, è la cosa più bella.

Foto: Giovanni Cionci 📸

Read More