Studies from the Crypt – Volume 1
Dieci studi originali per esplorare il linguaggio della chitarra neoclassica
Ogni chitarrista costruisce il proprio percorso attraverso lo studio quotidiano.
Negli anni, mi sono reso conto che, spesso, gli esercizi che mi aiutavano di più erano quelli che nascevano direttamente da me, piccoli brani nei quali poter sviluppare una tecnica specifica senza rinunciare al piacere di suonare qualcosa di realmente musicale.
Da questa idea, nasce “Studies from the Crypt“, una raccolta di dieci studi originali che racchiudono alcune delle tecniche che più caratterizzano il mio modo di suonare e di concepire la chitarra.
L’obiettivo non è semplicemente aumentare la velocità o accumulare esercizi, ma offrire un percorso che permetta di sviluppare tecnica, controllo, coordinazione e musicalità attraverso composizioni complete, ognuna con una propria identità.
Il linguaggio della raccolta affonda le proprie radici nel rock e nel metal neoclassico, con richiami alla musica classica e all’armonia tradizionale. Triadi, arpeggi di settima, accordi diminuiti, sequenze melodiche e progressioni armoniche si intrecciano continuamente con tecniche come plettrata alternata, sweep picking, legato, tapping, string skipping e hybrid picking.
Ogni studio è stato concepito come un piccolo brano da interpretare, non come una semplice successione di movimenti meccanici. Credo, infatti, che la tecnica trovi il suo significato più autentico quando nasce da un’idea musicale e contribuisce a raccontarla.
Breaking The Seal
Non poteva esserci titolo più adatto per aprire questa raccolta.
“Breaking The Seal” rappresenta il momento in cui il sigillo della cripta viene infranto e il viaggio ha finalmente inizio. È il primo passo all’interno di “Studies from the Crypt” e introduce immediatamente il carattere dell’intero progetto.
Lo studio è scritto in Sol minore e combina alcune delle tecniche fondamentali del linguaggio neoclassico:
– plettrata alternata
– legato
– string skipping
– sweep picking
Dal punto di vista armonico, si sviluppa attraverso progressioni di ispirazione classica, nelle quali si alternano triadi, arpeggi diminuiti e accordi di settima. Il continuo passaggio da una tecnica all’altra richiede coordinazione, precisione e controllo, rendendolo un eccellente banco di prova sia per la mano destra sia per la mano sinistra.
Pur essendo uno studio tecnico, “Breaking The Seal” mantiene una forte componente musicale. L’intenzione non era costruire un semplice esercizio di velocità, ma una composizione capace di trasformare il lavoro tecnico in un’esperienza espressiva.
Un warm-up completo
Uno degli aspetti che apprezzo maggiormente di questo studio è la sua versatilità.
Suonato lentamente permette di lavorare sulla sincronizzazione delle mani, sulla qualità del suono e sull’economia dei movimenti. Portato progressivamente alla velocità finale diventa, invece, un warm-up estremamente completo, ideale per preparare le mani prima dello studio quotidiano o di una sessione di registrazione.
È uno di quei brani che continuo a utilizzare anch’io per mantenermi allenato, perché in pochi minuti coinvolge gran parte delle tecniche fondamentali del linguaggio rock e metal.
Con questo primo studio, si apre ufficialmente la porta di “Studies from the Crypt”.
Il sigillo è stato infranto.
Benvenuti nella cripta.
PS. Se vuoi prenotare la tua copia, manda una mail a info@raffaelloindri.com


















