info@raffaelloindri.com

WARM UP FROM THE CRYPT #8 – Seventh Arpeggios


WARM UP FROM THE CRYPT #8 – Seventh Arpeggios

Padroneggiare gli arpeggi è ormai una prerogativa fondamentale per dare interesse al fraseggio. In questo warm up, ho voluto porre attenzione agli arpeggi di settima con un approccio che ho trovato nei fraseggi di Greg Howe. Si tratta di prevedere l’integrazione sia dell’hybrid-picking che del hammer-on-from-nowhere, tecnica menzionata dallo stesso Howe, dove le dita della mano sinistra intervengono sulla tastiera senza prevedere una plettrata, ma appunto “martellando” direttamente il tasto.

Ho cercato di esporre un po’ tutte le tipologie di arpeggio, mettendo sempre in gioco un percorso “circolare” delle diteggiature lungo la tastiera, a favorire uno sviluppo in loop dell’esercizio.

Le applicazioni degli arpeggi sono molteplici e applicabili in tutti gli stili musicali, ma dove ci si diverte di più con il loro utilizzo è probabilmente nel funk-fusion, dove le loro soluzioni gestuali possono aiutare non solo l’interesse melodico del fraseggio, ma anche quello ritmico.

Per l’occasione, riciterei un maestro indiscusso quale Greg Howe e suggerirei l’ascolto di “Introspection” del 1993, disco che avviò una nuova strada per la chitarra solista rock, dove alle scorribande shred si affiancarono ritmi funk e armonie e melodie jazz-fusion. 

ENG

Mastering arpeggios has become a fundamental prerequisite for adding interest to phrasing. In this warm-up exercise, I aimed to focus on seventh arpeggios with an approach inspired by the phrasing of Greg Howe. This involves incorporating both hybrid picking and hammer-on-from-nowhere techniques, as mentioned by Howe himself, where the left-hand fingers intervene on the fretboard without a pick stroke, but rather “hammering” directly onto the fret.

I’ve tried to cover various types of arpeggios, always incorporating a “circular” fingering pattern along the fretboard to facilitate a looped development of the exercise.

The applications of arpeggios are manifold and applicable in all musical styles, but where one might find the most enjoyment in their usage is likely in funk-fusion, where their gestural solutions can aid not only in the melodic interest of phrasing but also in rhythmic aspects.

For this occasion, I would recommend acknowledging an undisputed master such as Greg Howe and suggest listening to “Introspection” from 1993, an album that paved a new path for rock solo guitar, where shred escapades were accompanied by funk rhythms and jazz-fusion harmonies and melodies.

Mastering arpeggios has become a fundamental prerequisite for adding interest to phrasing. In this warm-up exercise, I aimed to focus on seventh arpeggios with an approach inspired by the phrasing of Greg Howe. This involves incorporating both hybrid picking and hammer-on-from-nowhere techniques, as mentioned by Howe himself, where the left-hand fingers intervene on the fretboard without a pick stroke, but rather “hammering” directly onto the fret.

I’ve tried to cover various types of arpeggios, always incorporating a “circular” fingering pattern along the fretboard to facilitate a looped development of the exercise.

The applications of arpeggios are manifold and applicable in all musical styles, but where one might find the most enjoyment in their usage is likely in funk-fusion, where their gestural solutions can aid not only in the melodic interest of phrasing but also in rhythmic aspects.

For this occasion, I would recommend acknowledging an undisputed master such as Greg Howe and suggest listening to “Introspection” from 1993, an album that paved a new path for rock solo guitar, where shred escapades were accompanied by funk rhythms and jazz-fusion harmonies and melodies.

Mastering arpeggios has become a fundamental prerequisite for adding interest to phrasing. In this warm-up exercise, I aimed to focus on seventh arpeggios with an approach inspired by the phrasing of Greg Howe. This involves incorporating both hybrid picking and hammer-on-from-nowhere techniques, as mentioned by Howe himself, where the left-hand fingers intervene on the fretboard without a pick stroke, but rather “hammering” directly onto the fret.

I’ve tried to cover various types of arpeggios, always incorporating a “circular” fingering pattern along the fretboard to facilitate a looped development of the exercise.

The applications of arpeggios are manifold and applicable in all musical styles, but where one might find the most enjoyment in their usage is likely in funk-fusion, where their gestural solutions can aid not only in the melodic interest of phrasing but also in rhythmic aspects.

For this occasion, I would recommend acknowledging an undisputed master such as Greg Howe and suggest listening to “Introspection” from 1993, an album that paved a new path for rock solo guitar, where shred escapades were accompanied by funk rhythms and jazz-fusion harmonies and melodies.

Read More

WARM UP FROM THE CRYPT #7 – Alternate picking on two-notes-per-string


WARM UP FROM THE CRYPT #7 – Alternate picking on two-notes-per-string

La plettrata alternata è una tecnica fondamentale per ogni chitarrista e padroneggiarla richiede pratica costante e pazienza. Con questo warm up, ho voluto concentrare l’attenzione sulle situazioni scalari che si sviluppano su due note per corda. 

Nello sviluppare l’esercizio, ho cercato di mettere in gioco quante più combinazioni di dita possibili per allenare non solo la coordinazione della plettrata, ma anche la gestione di diteggiature diverse.

Oltre a questo, sottintesa, c’è stata anche la volontà di inserire degli spostamenti di accento, giocando con le somme di figure ritmiche pari. Senza entrare troppo nei dettagli della polimetria, l’idea base è che 4 sedicesimi + 6 sedicesimi generano un ciclo di 10 sedicesimi ovvero 5/8 con conseguente spostamento degli accenti. 

Continue fonti di ispirazioni su questo tipo di approccio arrivano dal grandissimo John Mclaughlin: riconosciuto per la sua versatilità e il suo virtuosismo, ha abbracciato una vasta gamma di stili musicali tra cui jazz, fusion, rock e musica indiana. Ha studiato con il leggendario musicista indiano Ravi Shankar, nonché con altri maestri indiani, ed è stato fortemente influenzato dalla musica e dalla filosofia indiana.

L’ascolto consigliato di questa settimana è “A Handful of Beauty”, il primo album della band Shakty del 1976. 

Ricordate sempre di praticare con costanza e di divertirvi durante il processo di apprendimento. Buona pratica e un saluto dalla cripta. 

Alternate picking is a fundamental technique for every guitarist, and mastering it requires constant practice and patience. With this warm-up, I aimed to focus attention on scalar situations that develop over two notes per string.

In developing the exercise, I sought to engage as many finger combinations as possible to train not only picking coordination but also the management of different fingerings.

Additionally, there was a desire to incorporate accent shifts, playing with the sums of even rhythmic figures.

Without delving too deeply into polymetry details, the basic idea is that 4 sixteenths + 6 sixteenths generate a cycle of 10 sixteenths, that is 5/8, resulting in accent shifts.

Continuous sources of inspiration for this type of approach come from the great John McLaughlin: recognized for his versatility and virtuosity, he embraced a wide range of musical styles including jazz, fusion, rock, and Indian music.

He studied with the legendary Indian musician Ravi Shankar, as well as other Indian masters, and was deeply influenced by Indian music and philosophy.This week’s recommended listening is “A Handful of Beauty,” the debut album from the band Shakti in 1976.

Remember always to practice consistently and enjoy the learning process.

Happy practicing and greetings from the crypt.

Read More

WARM UP FROM THE CRYPT #4 – Alternate picking on triplets and three-notes-per-string scales


WARM UP FROM THE CRYPT #4 – Alternate picking on triplets and three-notes-per-string scales

Esercizi di tecnica in loop a velocità progressiva tratti dal libro “Guitar Tricks from the Crypt” Cap. 1

Cari coraggiosi chitarristi, qua non si molla e si procede con il nuovo warmuppino settimanale. Questa volta la proposta è di tenere allenata la plettrata alternata sulle scale a tre note per corda, dove la figura ritmica della terzina si rivela un’ottima alleata per i nostri propositi.

L’insidia in gioco è legata al fatto che, avendo tre note da eseguire su ogni corda, le prime tre pennate saranno: giù – su – giù, mentre le successive saranno opposte: su – giù – su.

Tanti chitarristi, per aumentare la velocità, usano l’espediente di raddoppiare le ripetizioni sulla stessa corda, creando una sequenza pari di sei note, in modo che il cambio corda avvenga sempre con le pennate nello stesso ordine.

In questo warm up, però, ho voluto forzare l’attenzione sull’allenamento del cambio corda in pennata alternata, per padroneggiare al meglio l’ “in side” e “out side” picking.

Al solito, l’esercizio è pensato in loop e prevede sviluppi verticali, orizzontali, diagonali e salti di posizione, per condensare in pochi secondi quante più occasioni in cui ritrovare le scale a tre note per corda.

La tonalità in questione è quella di C maggiore e l’esercizio può essere efficace anche eseguito con la tecnica del legato; a tal proposito, suggerirei proprio di eseguire una ripetizione in plettrata alternata ed una in legato, in maniera consecutiva, in modo da migliorare o tenere allenate entrambe le tecniche.

Non serve dire che le scale a tre note per corda sono usate da tutta la generazione dei chitarristi “shredder”, ma nell’ottica di menzionarne uno che ho prezzato molto sia per i suoi lavori neoclassici come il disco “Mind’s Eye” che per quelli più Hard Rock come il disco “Meltdown” citerei il grande Vinnie Moore. L’ascolto è d’obbligo.

ENG

Technique exercises in a progressive speed loop taken from the book “Guitar Tricks from the Crypt” Chapter 1.

Dear brave guitarists, here we don’t give up, and we proceed with the new weekly warm-up. This time the suggestion is to keep the alternate picking trained on three notes per string scales, where the rhythmic figure of the triplet proves to be an excellent ally for our purposes.

The challenge at play is related to the fact that, having three notes to play on each string, the first three strokes will be: down – up – down, while the subsequent ones will be opposite: up – down – up.

Many guitarists, to increase speed, use the trick of doubling the repetitions on the same string, creating a sequence of six notes, so that the string change always occurs with the strokes in the same order. In this warm-up, however, I wanted to focus attention on training the string change in alternate picking, to master the “in side” and “out side” picking.

As usual, the exercise is designed in a loop and involves vertical, horizontal, diagonal developments, and position jumps, to condense as many opportunities as possible to find the three notes per string scales in a few seconds.

The key in question is C major, and the exercise can be effective even when performed with the legato technique; in this regard, I would suggest performing one repetition in alternate picking and one in legato, consecutively, to improve or keep both techniques trained.

It goes without saying that three notes per string scales are used by the entire generation of “shredder” guitarists, but with the aim of mentioning one whom I highly appreciate for his neoclassical works like the album “Mind’s Eye” and for more Hard Rock ones like the album “Meltdown,” I would cite the great Vinnie Moore.

 

Read More

LIBRO DI TECNICA VOL.1


Oltre a qualche nuovo pdf. (gratuito) nella sezione didattica è ora possibile scaricare nello shop il mio libro di tecnica vol.1:

Copertina-Libro-Tecnica-Vol1

Raccolta di oltre 400 esercizi divisi in tecniche diverse che utilizzo per le mie lezioni.

INTRO

Il presente testo ha lo scopo di ottimizzare lo sviluppo della tecnica chitarrista attraverso esercizi di vario tipo.
A parte le sezioni dedicate alla semplice ginnastica e coordinazione delle dita, alcuni capitoli vanno integrati con la comprensione musicale e gestuale offerta dallo studio della teoria e della visualizzazione delle scale e degli arpeggi.
Pur rimanendo un testo dedicato alla crescita tecnica, l’approccio migliore è quello, con l’aiuto dell’insegnante, di contestualizzare i vari esercizi sulle basi opportune per capirne anche il senso melodico e quindi trasformare gli esercizi in musica.

I vari argomenti fanno quasi sempre riferimento alla tonalità di DO Maggiore ma chiaramente vale la pena spostarli anche in altre tonalità.
Ogni scheda può essere arricchita con ulteriori approfondimenti ed effettivamente ogni esercizio va valutato in senso critico espandendo le sue potenzialità a tutti i contesti che vengono in mente. Da qui sentitevi liberi di sperimentare e arricchire il presente testo con ulteriori idee.
A fronte di questo primo volume nei seguiranno altri con esercizi di difficoltà crescente e con nuovi argomenti stimolanti.
Per il momento è tutto, ci vediamo a lezione…o ai prossimi concerti \,,/ 🙂

BUONO STUDIO

Una volta scaricato se ci fossero dubbi su come affrontare gli esercizi non esitate a contattarmi alla e-mail: info@raffaelloindri.com specificando nell’oggetto “LIBRO TECNICA VOL.1″, la consulenza è gratuita.

 

 

 

Read More