
Settembre porta sempre con sé la sensazione di un nuovo inizio. Riprendono le scuole, tornano le abitudini lasciate per qualche settimana e, naturalmente, ricominciano anche le lezioni di chitarra.
Ogni nuovo anno scolastico rappresenta per me l’occasione per ripartire con nuovi obiettivi, nuove idee e soprattutto nuovi percorsi da costruire insieme agli allievi.
Insegnare uno strumento non significa semplicemente trasmettere una serie di nozioni o esercizi. La tecnica è certamente una parte fondamentale dello studio e richiede metodo, costanza e pazienza, ma rimane uno strumento al servizio di qualcosa di più grande: la musica.
Per questo cerco da sempre di costruire un percorso che tenga conto delle caratteristiche di ogni allievo, dei suoi gusti, delle sue aspirazioni e naturalmente del livello raggiunto. Non esiste un unico modo di imparare a suonare la chitarra e, soprattutto, non tutti devono necessariamente arrivare allo stesso traguardo.
C’è chi vuole approfondire la tecnica, chi desidera imparare a improvvisare, chi vuole comprendere meglio armonia e teoria musicale, chi sogna di scrivere i propri brani e chi, più semplicemente, vuole riuscire a suonare le canzoni che ama.
Sono tutte motivazioni valide.
Il compito dell’insegnante, secondo me, è anche quello di individuare la strada più efficace per trasformare quella motivazione in crescita musicale, cercando nel tempo di rendere l’allievo sempre più consapevole e autonomo.
Tecnica, ma non solo
Naturalmente la tecnica strumentale continua ad avere un ruolo importante nel mio metodo didattico.
Nel corso degli anni ho sviluppato e organizzato molto materiale dedicato ai diversi aspetti della tecnica chitarristica, cercando però di evitare che l’esercizio diventi fine a se stesso.
Alternate picking, legato, sweep picking, tapping, string skipping, coordinazione, articolazione e controllo ritmico acquistano realmente significato quando diventano parte del proprio linguaggio musicale.
L’obiettivo non è semplicemente suonare più velocemente, ma avere a disposizione più possibilità per esprimere ciò che abbiamo in mente.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che trovo più interessanti dell’insegnamento: vedere come uno stesso concetto, passando attraverso sensibilità differenti, possa trasformarsi in qualcosa di completamente personale.
Studiare significa anche sperimentare
Accanto alla tecnica ritengo fondamentale sviluppare curiosità.
Ascoltare musica diversa, analizzare un brano, comprendere perché una determinata progressione armonica produce un certo effetto, improvvisare, comporre, registrarsi e persino sbagliare fanno tutti parte dello stesso percorso.
Lo studio non dovrebbe togliere il piacere di suonare. Al contrario, dovrebbe fornire gli strumenti necessari per poter esplorare sempre più liberamente il proprio mondo musicale.
Anche per questo continuo personalmente a studiare, scrivere, registrare e confrontarmi con musicisti differenti. Credo che insegnamento e attività artistica possano alimentarsi reciprocamente: quello che nasce sul palco o in studio può diventare materiale didattico e, allo stesso tempo, il confronto quotidiano con gli allievi può offrire nuovi punti di vista anche a chi insegna.
Dove ci troveremo
Anche per l’anno scolastico 2026/2027 le mie lezioni individuali si svolgeranno presso la sede Lizard di Palmanova (Accademia Musicale Città di Palmanova), nel distaccamento di Bagnaria Arsa (Scuola di Musica Comunale Guglielmo Tonelli) e presso il mio studio privato a Cerclaria.
Tre realtà diverse, ma la stessa idea di fondo: costruire insieme un percorso che permetta a ogni allievo di sviluppare tecnica, consapevolezza e, soprattutto, una propria voce musicale.
Le novità dell’anno 2026/2027
Quest’anno ci saranno anche due importanti novità che mi permetteranno di approfondire alcuni aspetti che durante la normale lezione individuale non sempre è possibile affrontare con il tempo e la continuità che meritano.
A partire da novembre terrò infatti un corso collettivo di Teoria e Armonia, con un appuntamento mensile della durata di due ore.
L’idea è quella di affrontare teoria e armonia non come una successione di regole astratte da imparare a memoria, ma come strumenti concreti per capire meglio la musica che ascoltiamo e suoniamo. Intervalli, scale, costruzione degli accordi, tonalità, progressioni armoniche e analisi potranno così diventare elementi realmente utilizzabili sullo strumento, nell’improvvisazione e nella composizione.
Sempre da novembre partirà anche Guitar Fitness, un corso collettivo dedicato più specificamente alla tecnica chitarristica, anche in questo caso con un incontro mensile di due ore.
Sarà una sorta di palestra per chitarristi nella quale lavoreremo in maniera mirata sui diversi aspetti della tecnica, dalla coordinazione all’indipendenza, dalla precisione ritmica alla pulizia dell’esecuzione, affrontando progressivamente anche tecniche più specifiche.
Non soltanto esercizi da eseguire, quindi, ma soprattutto un’occasione per capire come studiare, come organizzare il proprio lavoro quotidiano e come trasformare gradualmente un esercizio tecnico in qualcosa di musicalmente utilizzabile.
Due percorsi differenti ma complementari, pensati per creare anche un momento di confronto e di studio collettivo accanto al normale lavoro individuale.
Nuovi materiali e nuovi studi
Continuerà inoltre il lavoro sui materiali didattici che sto progressivamente sviluppando e pubblicando anche sul mio sito.
Esercizi e studi originali nascono spesso direttamente dal lavoro svolto durante le lezioni e diventano un modo per affrontare una determinata difficoltà tecnica all’interno di un vero contesto musicale.
È una direzione alla quale tengo particolarmente: cercare di fare in modo che anche l’esercizio più tecnico possa avere una sua identità musicale e che ciò che viene studiato possa poi trovare naturalmente spazio nel proprio modo di suonare.
Nel corso dell’anno continueranno quindi ad arrivare nuovi studi, esercizi e materiale dedicato alla tecnica, alla teoria e allo sviluppo del linguaggio chitarristico.
Un altro anno davanti a noi
Si riparte quindi con un nuovo anno di lezioni, esercizi, musica, nuovi corsi, obiettivi da raggiungere e inevitabili momenti in cui qualcosa sembrerà impossibile… almeno fino a quando, improvvisamente, non lo sarà più.
A tutti i miei allievi, vecchi e nuovi, auguro soprattutto questo: continuare a essere curiosi.
Studiate, ascoltate, sperimentate e cercate il vostro modo di fare musica.
Le dita, con un po’ di pazienza, prima o poi seguiranno.
Buon anno musicale a tutti!
Raffaello Indri