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Buried Relics – Study No. 3 (Studies From The Crypt)


Study No. 3 – Buried Relics

In questo terzo studio di Studies from the Crypt l’attenzione è focalizzata sulla plettrata alternata, sviluppata attraverso passaggi di string skipping e sequenze di carattere cromatico.

Il linguaggio rimane fortemente legato alla matrice neoclassica, con atmosfere che possono richiamare il mondo dei Symphony X, mentre l’approccio tecnico alla pennata guarda in direzioni differenti: negli string skipping può ricordare la precisione e il controllo tipici di John Petrucci, mentre negli sviluppi cromatici emerge un’impostazione più vicina al fraseggio e alla meccanica della pennata di Steve Morse.

Come spesso accade nei miei studi, ho voluto inoltre lavorare sull’intera estensione della tastiera, alternando diteggiature larghe nelle posizioni più vicine al capotasto a diteggiature progressivamente più strette nei registri acuti, arrivando in questo caso fino al 22° tasto.

Nei miei percorsi dedicati alla tecnica considero infatti fondamentale sviluppare una padronanza completa delle diteggiature nelle diverse zone della tastiera. L’obiettivo non è soltanto migliorare coordinazione, precisione e controllo della mano sinistra, ma abituarsi a muoversi con sicurezza lungo tutta la tastiera, imparando a sfruttare pienamente le possibilità tecniche ed espressive dello strumento.

Buried Relics richiede quindi di mantenere una plettrata alternata precisa, continua e controllata anche nei cambi di corda più ampi, sviluppando contemporaneamente controllo ritmico, uniformità dell’articolazione, coordinazione tra le due mani e sicurezza lungo l’intera estensione della tastiera.

Qui sotto ho voluto inserire anche la grafica dedicata a Buried Relics e la prima pagina dello studio, per offrire una piccola anteprima del lavoro e della sua struttura musicale.

 

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…Studies from the Crypt

Con Studies from the Crypt voglio costruire un percorso progressivo dedicato allo sviluppo della tecnica chitarristica, affrontando di volta in volta differenti soluzioni tecniche e musicali, sempre inserite all’interno di veri e propri brani.

Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuovi studi, fino ad arrivare al 4 dicembre, data di uscita ufficiale di Studies from the Crypt: il book completo che raccoglierà l’intero progetto.

Studies from the Crypt – Complete Book


Coming December 4th.
💀📖🎸

Stay tuned… and keep practicing!

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Mirror Lord – Study n.2 (Studies From The Crypt)


Mirror Lord – Study n.2

Studies From The Crypt

Mirror Lord è il secondo studio tratto da Studies From The Crypt, costruito attorno a una particolare applicazione del tapping che ho voluto scherzosamente ribattezzare “tecnica del ribattino”.

L’idea nasce da un approccio che ho assimilato da Greg Howe: la mano sinistra lavora rigorosamente su corde diverse, costringendo le dita a sviluppare indipendenza e forza sufficienti a produrre le note attraverso hammer-on ben definiti. La mano destra interviene quindi in tapping sulla stessa corda, permettendo di far risuonare nuovamente la nota della mano sinistra e generando una caratteristica figurazione in terzine di sedicesimi.

È una tecnica fortemente legata alla suddivisione ternaria, ma che offre possibilità melodiche molto interessanti. In Mirror Lord ho voluto esplorarle all’interno di un linguaggio prevalentemente neoclassico, sviluppando il materiale armonico e melodico principalmente attorno alle triadi di A minore e C maggiore, con incursioni nella scala minore armonica, arpeggi diminuiti e sviluppi cromatici.

Nella parte conclusiva dello studio compaiono inoltre alcuni arpeggi di Amaj7, costruiti attraverso un approccio ispirato allo stile di Michael Romeo.

🎸 Tempo: ♩ = 144

Nel video trovate l’esecuzione completa di Mirror Lord. Qui sotto ho deciso di condividere anche la prima delle quattro pagine della trascrizione, come anteprima del materiale didattico.

La partitura completa sarà disponibile in Studies From The Crypt.

Coming soon

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Studies from the Crypt – Volume 1


Studies from the Crypt – Volume 1

Dieci studi originali per esplorare il linguaggio della chitarra neoclassica

Ogni chitarrista costruisce il proprio percorso attraverso lo studio quotidiano.
Negli anni, mi sono reso conto che, spesso, gli esercizi che mi aiutavano di più erano quelli che nascevano direttamente da me, piccoli brani nei quali poter sviluppare una tecnica specifica senza rinunciare al piacere di suonare qualcosa di realmente musicale.

Da questa idea, nasce “Studies from the Crypt“, una raccolta di dieci studi originali che racchiudono alcune delle tecniche che più caratterizzano il mio modo di suonare e di concepire la chitarra.

L’obiettivo non è semplicemente aumentare la velocità o accumulare esercizi, ma offrire un percorso che permetta di sviluppare tecnica, controllo, coordinazione e musicalità attraverso composizioni complete, ognuna con una propria identità.

Il linguaggio della raccolta affonda le proprie radici nel rock e nel metal neoclassico, con richiami alla musica classica e all’armonia tradizionale. Triadi, arpeggi di settima, accordi diminuiti, sequenze melodiche e progressioni armoniche si intrecciano continuamente con tecniche come plettrata alternata, sweep picking, legato, tapping, string skipping e hybrid picking.

Ogni studio è stato concepito come un piccolo brano da interpretare, non come una semplice successione di movimenti meccanici. Credo, infatti, che la tecnica trovi il suo significato più autentico quando nasce da un’idea musicale e contribuisce a raccontarla.

Breaking The Seal

Non poteva esserci titolo più adatto per aprire questa raccolta.

“Breaking The Seal” rappresenta il momento in cui il sigillo della cripta viene infranto e il viaggio ha finalmente inizio. È il primo passo all’interno di “Studies from the Crypt” e introduce immediatamente il carattere dell’intero progetto.

Lo studio è scritto in Sol minore e combina alcune delle tecniche fondamentali del linguaggio neoclassico:
– plettrata alternata
– legato
– string skipping
– sweep picking
Dal punto di vista armonico, si sviluppa attraverso progressioni di ispirazione classica, nelle quali si alternano triadi, arpeggi diminuiti e accordi di settima. Il continuo passaggio da una tecnica all’altra richiede coordinazione, precisione e controllo, rendendolo un eccellente banco di prova sia per la mano destra sia per la mano sinistra.

Pur essendo uno studio tecnico, “Breaking The Seal” mantiene una forte componente musicale. L’intenzione non era costruire un semplice esercizio di velocità, ma una composizione capace di trasformare il lavoro tecnico in un’esperienza espressiva.

Un warm-up completo

Uno degli aspetti che apprezzo maggiormente di questo studio è la sua versatilità.

Suonato lentamente permette di lavorare sulla sincronizzazione delle mani, sulla qualità del suono e sull’economia dei movimenti. Portato progressivamente alla velocità finale diventa, invece, un warm-up estremamente completo, ideale per preparare le mani prima dello studio quotidiano o di una sessione di registrazione.

È uno di quei brani che continuo a utilizzare anch’io per mantenermi allenato, perché in pochi minuti coinvolge gran parte delle tecniche fondamentali del linguaggio rock e metal.

Con questo primo studio, si apre ufficialmente la porta di “Studies from the Crypt”.

Il sigillo è stato infranto.

Benvenuti nella cripta.

PS. Se vuoi prenotare la tua copia, manda una mail a info@raffaelloindri.com

 

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