
Una bella serata, una bella esperienza e, soprattutto, il piacere di portare sul palco del Festival della Canzone Friulana un mio brano, Sot da Ploie, interpretato dalla splendida voce di Delia Stabile.
Per me, in realtà, si è trattato anche di un ritorno.
Avevo già avuto il piacere di partecipare al Festival nel 2010, allora in veste di chitarrista della band diretta da Valter Sivilotti e Simone D’Eusanio, insieme, tra gli altri, a Cristian “Noochie” Rigano.
Di quell’esperienza conservavo un bellissimo ricordo e proprio per questo mi era rimasta la voglia, prima o poi, di tornare. Questa volta, però, desideravo farlo da una prospettiva completamente diversa, non soltanto come musicista sul palco ma mettendomi personalmente in gioco con una mia composizione.
La neonata collaborazione con Delia Stabile e l’incontro tra la mia musica e la sua voce sono stati la spinta decisiva. Da qui è nata l’idea di partecipare al Festival con Sot da Ploie e di provare a raccontare attraverso una canzone qualcosa della nostra terra, del suo carattere e delle sue contraddizioni.
Partecipare al Festival è stata così l’occasione per condividere la mia musica in un contesto particolare, dedicato alla lingua e alla cultura friulana, ma anche per incontrare tante belle voci, belle canzoni e, cosa che per me ha sempre un valore speciale, tanta musica suonata davvero.
Un grazie particolare va a Delia per la fiducia e per aver dato voce alla mia musica, a Rudy Fantin e Marco Bianchi per l’enorme lavoro e a tutti gli straordinari musicisti con cui è stato un vero piacere condividere il palco.
Al di là della serata e del Festival, però, mi faceva piacere raccontare qualcosa in più di Sot da Ploie… delle sue parole, delle immagini da cui è nato e dei diversi significati che si nascondono sotto la sua pioggia.
Sot da Ploie
Sot da Ploie nasce dal desiderio di raccontare, attraverso immagini semplici e profondamente legate alla nostra terra, qualcosa dell’anima e dell’immaginario friulano.
La pioggia, la terra, il fiume, il silenzio e la pietra accompagnano lo scorrere del tempo e della vita, lasciando volutamente aperte diverse chiavi di lettura.
Testo Raffaello Indri – Francesca Tuzzi
Musica Raffaello Indri
Interprete Delia Stabile
Testo originale
Sot da ploie
i cûrs a batin compagn
e il timp al passe
cence domandâ permès
te tiere bagnade
a nassin i prins pas
e ogni gote di aghe
e somee clamâ il doman
Sot da ploie nol è un an
un mês une ore
ma une vite di passion
che e cor vie come flum tal mont
Sot da ploie i ricuarts no muerin mai
E il sanc al cor plui svelt
sot il soreli di mieç dì
doi cûrs che a corin
cence pôre di piardisi
lis vôs a brusin dentri
come flamis ta buere
e le ploie e lave vie
lis peraulis mai ditis
Sot da ploie nol è un an
un mês une ore
ma une vite di passion
che cor vie come flum tal mont
Sot da ploie i ricuarts no muerin mai
E cuant che il silenzi
al pese come piere
la tiere e ricuarde
ce che il mont al vûl platâ
No stâ a cuvierzi il dolôr
cuntune piere parsore
parcè la ploie
no dismentee mai
Lasse respirâ la veretât
il cûr al bat ancjemò
(Sot da ploie i cûrs a batin compagn
e il timp al passe
cence domandâ permès)
Traduzione italiana
Sotto la pioggia
Sotto la pioggia
i cuori battono lo stesso
e il tempo passa
senza chiedere permesso.
Nella terra bagnata
nascono i primi passi
e ogni goccia d’acqua
sembra chiamare il domani.
Sotto la pioggia non è un anno,
un mese, un’ora,
ma una vita di passione
che scorre via come un fiume nel monte.
Sotto la pioggia i ricordi non muoiono mai.
E il sangue corre più veloce
sotto il sole di mezzogiorno,
due cuori che corrono
senza paura di perdersi.
Le voci bruciano dentro
come fiamme nella bufera
e la pioggia lava via
le parole mai dette.
Sotto la pioggia non è un anno,
un mese, un’ora,
ma una vita di passione
che scorre via come un fiume nel monte.
Sotto la pioggia i ricordi non muoiono mai.
E quando il silenzio
pesa come una pietra,
la terra ricorda
ciò che il mondo vuole nascondere.
Non coprire il dolore
con una pietra sopra,
perché la pioggia
non dimentica mai.
Lascia respirare la verità.
Il cuore batte ancora.
(Sotto la pioggia i cuori battono insieme
e il tempo passa
senza chiedere permesso.)
Il significato di Sot da Ploie
Le parole di Sot da Ploie assumono significati diversi a seconda di come le si guarda.
La passion è la passione intesa come sentimento, desiderio e forza vitale, ma porta con sé anche un altro significato… quello della fatica, della sofferenza, della Passione.
Allo stesso modo, l’immagine centrale della piere parsore, la “pietra sopra”, è volutamente ambivalente.
Mettere una pietra sopra può significare andare avanti, accettare ciò che è stato e ricominciare. Ma può anche voler dire scegliere di non affrontare ciò che ci ha ferito o il dolore che abbiamo causato, nascondendolo sotto qualcosa di pesante e apparentemente definitivo.
È un’immagine nella quale riconosco anche un tratto del carattere friulano, una certa riservatezza, la difficoltà ad aprirsi e a mostrare le proprie fragilità, fino a preferire talvolta il silenzio al confronto.
Ma quella stessa pietra, quando a parlare è la terra friulana, richiama inevitabilmente anche una memoria collettiva… quella di una terra segnata dal terremoto, ferita e ricoperta dalle proprie macerie, capace però di rialzarsi senza dimenticare.
Ed è proprio qui che la pioggia assume un significato diverso.
La ploie no dismentee mai.
La pioggia non cancella. Lava, fa riaffiorare, restituisce alla memoria ciò che si vorrebbe nascondere.
Togliere quella piere parsore significa allora lasciare respirare la verità, prendere coscienza del dolore, proprio e altrui, e trovare nella sincerità e nella condivisione una possibilità di riconciliazione e rinascita.
Lasse respirâ la veretât.
Il cûr al bat ancjemò.
Sot da Ploie vuole essere soprattutto questo… un piccolo viaggio dentro una terra, il suo carattere e le sue ferite, ma anche dentro sentimenti che appartengono a tutti.
Perché sotto la pioggia il tempo continua a scorrere, i ricordi rimangono e, nonostante tutto, il cuore batte ancora.
Una piccola nota sul titolo
Nel friulano parlato nella nostra zona è naturale sentire e utilizzare la forma ploe. Per il titolo del brano è stata invece adottata la grafia Ploie, secondo l’indicazione ricevuta dall’ARLeF e in accordo con la grafia ufficiale della lingua friulana.


Dal Festival, avanti
Portare Sot da Ploie sul palco del Festival della Canzone Friulana ha avuto quindi per me anche il sapore particolare di un ritorno… sedici anni dopo la prima esperienza, questa volta con una mia canzone.
È stato il momento in cui parole, musica e significati nati molto prima hanno incontrato la voce di Delia, gli altri musicisti e, finalmente, il pubblico.
Sono felice di esserci stato e grato a tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questa esperienza.
E adesso si continua… con nuovi progetti, nuove idee e, molto probabilmente, qualche altro delirio musicale.