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NUOVO ANNO ACCADEMICO 2026/27


Settembre porta sempre con sé la sensazione di un nuovo inizio. Riprendono le scuole, tornano le abitudini lasciate per qualche settimana e, naturalmente, ricominciano anche le lezioni di chitarra.

Ogni nuovo anno scolastico rappresenta per me l’occasione per ripartire con nuovi obiettivi, nuove idee e soprattutto nuovi percorsi da costruire insieme agli allievi.

Insegnare uno strumento non significa semplicemente trasmettere una serie di nozioni o esercizi. La tecnica è certamente una parte fondamentale dello studio e richiede metodo, costanza e pazienza, ma rimane uno strumento al servizio di qualcosa di più grande: la musica.

Per questo cerco da sempre di costruire un percorso che tenga conto delle caratteristiche di ogni allievo, dei suoi gusti, delle sue aspirazioni e naturalmente del livello raggiunto. Non esiste un unico modo di imparare a suonare la chitarra e, soprattutto, non tutti devono necessariamente arrivare allo stesso traguardo.

C’è chi vuole approfondire la tecnica, chi desidera imparare a improvvisare, chi vuole comprendere meglio armonia e teoria musicale, chi sogna di scrivere i propri brani e chi, più semplicemente, vuole riuscire a suonare le canzoni che ama.

Sono tutte motivazioni valide.

Il compito dell’insegnante, secondo me, è anche quello di individuare la strada più efficace per trasformare quella motivazione in crescita musicale, cercando nel tempo di rendere l’allievo sempre più consapevole e autonomo.

Tecnica, ma non solo

Naturalmente la tecnica strumentale continua ad avere un ruolo importante nel mio metodo didattico.

Nel corso degli anni ho sviluppato e organizzato molto materiale dedicato ai diversi aspetti della tecnica chitarristica, cercando però di evitare che l’esercizio diventi fine a se stesso.

Alternate picking, legato, sweep picking, tapping, string skipping, coordinazione, articolazione e controllo ritmico acquistano realmente significato quando diventano parte del proprio linguaggio musicale.

L’obiettivo non è semplicemente suonare più velocemente, ma avere a disposizione più possibilità per esprimere ciò che abbiamo in mente.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che trovo più interessanti dell’insegnamento: vedere come uno stesso concetto, passando attraverso sensibilità differenti, possa trasformarsi in qualcosa di completamente personale.

Studiare significa anche sperimentare

Accanto alla tecnica ritengo fondamentale sviluppare curiosità.

Ascoltare musica diversa, analizzare un brano, comprendere perché una determinata progressione armonica produce un certo effetto, improvvisare, comporre, registrarsi e persino sbagliare fanno tutti parte dello stesso percorso.

Lo studio non dovrebbe togliere il piacere di suonare. Al contrario, dovrebbe fornire gli strumenti necessari per poter esplorare sempre più liberamente il proprio mondo musicale.

Anche per questo continuo personalmente a studiare, scrivere, registrare e confrontarmi con musicisti differenti. Credo che insegnamento e attività artistica possano alimentarsi reciprocamente: quello che nasce sul palco o in studio può diventare materiale didattico e, allo stesso tempo, il confronto quotidiano con gli allievi può offrire nuovi punti di vista anche a chi insegna.

Dove ci troveremo

Anche per l’anno scolastico 2026/2027 le mie lezioni individuali si svolgeranno presso la sede Lizard di Palmanova (Accademia Musicale Città di Palmanova), nel distaccamento di Bagnaria Arsa (Scuola di Musica Comunale Guglielmo Tonelli) e presso il mio studio privato a Cerclaria.

Tre realtà diverse, ma la stessa idea di fondo: costruire insieme un percorso che permetta a ogni allievo di sviluppare tecnica, consapevolezza e, soprattutto, una propria voce musicale.

Le novità dell’anno 2026/2027

Quest’anno ci saranno anche due importanti novità che mi permetteranno di approfondire alcuni aspetti che durante la normale lezione individuale non sempre è possibile affrontare con il tempo e la continuità che meritano.

A partire da novembre terrò infatti un corso collettivo di Teoria e Armonia, con un appuntamento mensile della durata di due ore.

L’idea è quella di affrontare teoria e armonia non come una successione di regole astratte da imparare a memoria, ma come strumenti concreti per capire meglio la musica che ascoltiamo e suoniamo. Intervalli, scale, costruzione degli accordi, tonalità, progressioni armoniche e analisi potranno così diventare elementi realmente utilizzabili sullo strumento, nell’improvvisazione e nella composizione.

Sempre da novembre partirà anche Guitar Fitness, un corso collettivo dedicato più specificamente alla tecnica chitarristica, anche in questo caso con un incontro mensile di due ore.

Sarà una sorta di palestra per chitarristi nella quale lavoreremo in maniera mirata sui diversi aspetti della tecnica, dalla coordinazione all’indipendenza, dalla precisione ritmica alla pulizia dell’esecuzione, affrontando progressivamente anche tecniche più specifiche.

Non soltanto esercizi da eseguire, quindi, ma soprattutto un’occasione per capire come studiare, come organizzare il proprio lavoro quotidiano e come trasformare gradualmente un esercizio tecnico in qualcosa di musicalmente utilizzabile.

Due percorsi differenti ma complementari, pensati per creare anche un momento di confronto e di studio collettivo accanto al normale lavoro individuale.

Nuovi materiali e nuovi studi

Continuerà inoltre il lavoro sui materiali didattici che sto progressivamente sviluppando e pubblicando anche sul mio sito.

Esercizi e studi originali nascono spesso direttamente dal lavoro svolto durante le lezioni e diventano un modo per affrontare una determinata difficoltà tecnica all’interno di un vero contesto musicale.

È una direzione alla quale tengo particolarmente: cercare di fare in modo che anche l’esercizio più tecnico possa avere una sua identità musicale e che ciò che viene studiato possa poi trovare naturalmente spazio nel proprio modo di suonare.

Nel corso dell’anno continueranno quindi ad arrivare nuovi studi, esercizi e materiale dedicato alla tecnica, alla teoria e allo sviluppo del linguaggio chitarristico.

Un altro anno davanti a noi

Si riparte quindi con un nuovo anno di lezioni, esercizi, musica, nuovi corsi, obiettivi da raggiungere e inevitabili momenti in cui qualcosa sembrerà impossibile… almeno fino a quando, improvvisamente, non lo sarà più.

A tutti i miei allievi, vecchi e nuovi, auguro soprattutto questo: continuare a essere curiosi.

Studiate, ascoltate, sperimentate e cercate il vostro modo di fare musica.

Le dita, con un po’ di pazienza, prima o poi seguiranno.

Buon anno musicale a tutti!

Raffaello Indri

 

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Sot da Ploie – Festival della Canzone Friulana 2026


Una bella serata, una bella esperienza e, soprattutto, il piacere di portare sul palco del Festival della Canzone Friulana un mio brano, Sot da Ploie, interpretato dalla splendida voce di Delia Stabile.

Per me, in realtà, si è trattato anche di un ritorno.

Avevo già avuto il piacere di partecipare al Festival nel 2010, allora in veste di chitarrista della band diretta da Valter Sivilotti e Simone D’Eusanio, insieme, tra gli altri, a Cristian “Noochie” Rigano.

Di quell’esperienza conservavo un bellissimo ricordo e proprio per questo mi era rimasta la voglia, prima o poi, di tornare. Questa volta, però, desideravo farlo da una prospettiva completamente diversa, non soltanto come musicista sul palco ma mettendomi personalmente in gioco con una mia composizione.

La neonata collaborazione con Delia Stabile e l’incontro tra la mia musica e la sua voce sono stati la spinta decisiva. Da qui è nata l’idea di partecipare al Festival con Sot da Ploie e di provare a raccontare attraverso una canzone qualcosa della nostra terra, del suo carattere e delle sue contraddizioni.

Partecipare al Festival è stata così l’occasione per condividere la mia musica in un contesto particolare, dedicato alla lingua e alla cultura friulana, ma anche per incontrare tante belle voci, belle canzoni e, cosa che per me ha sempre un valore speciale, tanta musica suonata davvero.

Un grazie particolare va a Delia per la fiducia e per aver dato voce alla mia musica, a Rudy Fantin e Marco Bianchi per l’enorme lavoro e a tutti gli straordinari musicisti con cui è stato un vero piacere condividere il palco.

Al di là della serata e del Festival, però, mi faceva piacere raccontare qualcosa in più di Sot da Ploie… delle sue parole, delle immagini da cui è nato e dei diversi significati che si nascondono sotto la sua pioggia.

Sot da Ploie

Sot da Ploie nasce dal desiderio di raccontare, attraverso immagini semplici e profondamente legate alla nostra terra, qualcosa dell’anima e dell’immaginario friulano.

La pioggia, la terra, il fiume, il silenzio e la pietra accompagnano lo scorrere del tempo e della vita, lasciando volutamente aperte diverse chiavi di lettura.

Testo Raffaello Indri – Francesca Tuzzi
Musica Raffaello Indri
Interprete Delia Stabile

Testo originale

Sot da ploie
i cûrs a batin compagn
e il timp al passe
cence domandâ permès
te tiere bagnade
a nassin i prins pas
e ogni gote di aghe
e somee clamâ il doman

Sot da ploie nol è un an
un mês une ore
ma une vite di passion
che e cor vie come flum tal mont
Sot da ploie i ricuarts no muerin mai

E il sanc al cor plui svelt
sot il soreli di mieç dì
doi cûrs che a corin
cence pôre di piardisi
lis vôs a brusin dentri
come flamis ta buere
e le ploie e lave vie
lis peraulis mai ditis

Sot da ploie nol è un an
un mês une ore
ma une vite di passion
che cor vie come flum tal mont
Sot da ploie i ricuarts no muerin mai

E cuant che il silenzi
al pese come piere
la tiere e ricuarde
ce che il mont al vûl platâ
No stâ a cuvierzi il dolôr
cuntune piere parsore
parcè la ploie
no dismentee mai

Lasse respirâ la veretât
il cûr al bat ancjemò

(Sot da ploie i cûrs a batin compagn
e il timp al passe
cence domandâ permès)

Traduzione italiana

Sotto la pioggia

Sotto la pioggia
i cuori battono lo stesso
e il tempo passa
senza chiedere permesso.
Nella terra bagnata
nascono i primi passi
e ogni goccia d’acqua
sembra chiamare il domani.

Sotto la pioggia non è un anno,
un mese, un’ora,
ma una vita di passione
che scorre via come un fiume nel monte.
Sotto la pioggia i ricordi non muoiono mai.

E il sangue corre più veloce
sotto il sole di mezzogiorno,
due cuori che corrono
senza paura di perdersi.
Le voci bruciano dentro
come fiamme nella bufera
e la pioggia lava via
le parole mai dette.

Sotto la pioggia non è un anno,
un mese, un’ora,
ma una vita di passione
che scorre via come un fiume nel monte.
Sotto la pioggia i ricordi non muoiono mai.

E quando il silenzio
pesa come una pietra,
la terra ricorda
ciò che il mondo vuole nascondere.
Non coprire il dolore
con una pietra sopra,
perché la pioggia
non dimentica mai.

Lascia respirare la verità.
Il cuore batte ancora.

(Sotto la pioggia i cuori battono insieme
e il tempo passa
senza chiedere permesso.)

Il significato di Sot da Ploie

Le parole di Sot da Ploie assumono significati diversi a seconda di come le si guarda.

La passion è la passione intesa come sentimento, desiderio e forza vitale, ma porta con sé anche un altro significato… quello della fatica, della sofferenza, della Passione.

Allo stesso modo, l’immagine centrale della piere parsore, la “pietra sopra”, è volutamente ambivalente.

Mettere una pietra sopra può significare andare avanti, accettare ciò che è stato e ricominciare. Ma può anche voler dire scegliere di non affrontare ciò che ci ha ferito o il dolore che abbiamo causato, nascondendolo sotto qualcosa di pesante e apparentemente definitivo.

È un’immagine nella quale riconosco anche un tratto del carattere friulano, una certa riservatezza, la difficoltà ad aprirsi e a mostrare le proprie fragilità, fino a preferire talvolta il silenzio al confronto.

Ma quella stessa pietra, quando a parlare è la terra friulana, richiama inevitabilmente anche una memoria collettiva… quella di una terra segnata dal terremoto, ferita e ricoperta dalle proprie macerie, capace però di rialzarsi senza dimenticare.

Ed è proprio qui che la pioggia assume un significato diverso.

La ploie no dismentee mai.

La pioggia non cancella. Lava, fa riaffiorare, restituisce alla memoria ciò che si vorrebbe nascondere.

Togliere quella piere parsore significa allora lasciare respirare la verità, prendere coscienza del dolore, proprio e altrui, e trovare nella sincerità e nella condivisione una possibilità di riconciliazione e rinascita.

Lasse respirâ la veretât.
Il cûr al bat ancjemò.

Sot da Ploie vuole essere soprattutto questo… un piccolo viaggio dentro una terra, il suo carattere e le sue ferite, ma anche dentro sentimenti che appartengono a tutti.

Perché sotto la pioggia il tempo continua a scorrere, i ricordi rimangono e, nonostante tutto, il cuore batte ancora.

Una piccola nota sul titolo

Nel friulano parlato nella nostra zona è naturale sentire e utilizzare la forma ploe. Per il titolo del brano è stata invece adottata la grafia Ploie, secondo l’indicazione ricevuta dall’ARLeF e in accordo con la grafia ufficiale della lingua friulana.

Dal Festival, avanti

Portare Sot da Ploie sul palco del Festival della Canzone Friulana ha avuto quindi per me anche il sapore particolare di un ritorno… sedici anni dopo la prima esperienza, questa volta con una mia canzone.

È stato il momento in cui parole, musica e significati nati molto prima hanno incontrato la voce di Delia, gli altri musicisti e, finalmente, il pubblico.

Sono felice di esserci stato e grato a tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questa esperienza.

E adesso si continua… con nuovi progetti, nuove idee e, molto probabilmente, qualche altro delirio musicale.

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Mirror Lord – Study n.2 (Studies From The Crypt)


Mirror Lord – Study n.2

Studies From The Crypt

Mirror Lord è il secondo studio tratto da Studies From The Crypt, costruito attorno a una particolare applicazione del tapping che ho voluto scherzosamente ribattezzare “tecnica del ribattino”.

L’idea nasce da un approccio che ho assimilato da Greg Howe: la mano sinistra lavora rigorosamente su corde diverse, costringendo le dita a sviluppare indipendenza e forza sufficienti a produrre le note attraverso hammer-on ben definiti. La mano destra interviene quindi in tapping sulla stessa corda, permettendo di far risuonare nuovamente la nota della mano sinistra e generando una caratteristica figurazione in terzine di sedicesimi.

È una tecnica fortemente legata alla suddivisione ternaria, ma che offre possibilità melodiche molto interessanti. In Mirror Lord ho voluto esplorarle all’interno di un linguaggio prevalentemente neoclassico, sviluppando il materiale armonico e melodico principalmente attorno alle triadi di A minore e C maggiore, con incursioni nella scala minore armonica, arpeggi diminuiti e sviluppi cromatici.

Nella parte conclusiva dello studio compaiono inoltre alcuni arpeggi di Amaj7, costruiti attraverso un approccio ispirato allo stile di Michael Romeo.

🎸 Tempo: ♩ = 144

Nel video trovate l’esecuzione completa di Mirror Lord. Qui sotto ho deciso di condividere anche la prima delle quattro pagine della trascrizione, come anteprima del materiale didattico.

La partitura completa sarà disponibile in Studies From The Crypt.

Coming soon

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